È l'occhio dell'ignoranza che assegna un colore fisso e immutabile ad ogni oggetto; fate attenzione a questo ostacolo.
Paul Gauguin nasce a Parigi il 7 giugno 1848 e muore sulle Isole Marchesi nel 1903. Pittore francese, autore di stampe, scultore e ceramista, con Cézanne e Van Gogh il più grande dei postimpressionisti e come loro figura base nello sviluppo dell’arte moderna. Il padre è un giornalista radicale.
Osservando un’opera di Paul Gauguin ciò che rimane impresso sono i paesaggi esotici e le sue donne mulatte, bellissime e placide, figlie di una primitiva saggezza e di una ancestrale serenità. Quella stessa serenità che Gauguin pare non sia mai stato capace di trattenere con sé in vita.
Lo stesso Gauguin parla della propria bellezza nei suoi scritti autobiografici e non esita a definirla «esotica»: in effetti appare sorprendente come i primi anni di vita di Paul (pittore universalmente noto per aver trovato sé stesso con uno stile di vita ribelle e ramingo che lo ha poi portato nelle assolate isole della Polinesia) si siano consumati nel segno di una fuga verso civiltà lontane, lontane dalla Francia natia, in un susseguirsi di vicende esistenziali che poi, sostanzialmente, si ripeteranno spesso nella biografia del futuro artista.