La scelta del nome “Artgender” deriva dalla considerazione per cui esso non debba essere usato solamente come il brand che identifica una particolare società che opera nei settori dell’eventistica, dell’editoria e della comunicazione; per noi l’Artgender rappresenta una vera e propria tipologia di essere umano ovvero chi lo è più profondamente.

Non esclude nessuno ma rinomina una categoria, composta da gente molto diversa al proprio interno… di qualunque credo, origine e direzione; ma, accomunata da un unico fattore: quello artistico. Chiunque può essere o sentirsi un artista fin tanto che si preoccupa di produrre o semplicemente accostarsi ad una qualsiasi forma di espressione.

Questa parola, il nostro nome, identifica chi crede che la bellezza sia necessaria, nelle cose, nelle persone, nei pensieri, nelle parole, nei modi… che l’ispirazione contribuisca alla formazione personale e che l’implementazione delle proprie doti contribuisca ad un’evoluzione individuale.

Florence Nightingale madre dell’infermieristica moderna

Passata alla storia come la “Signora con la lanterna” perché anche di notte vegliava ed assisteva i suoi malati, è oggi considerata la fondatrice della professione infermieristica moderna.

Florence Nightingale madre dell’infermieristica moderna

La biografia di Florence Nightingale inizia con un imposizione, le fu imposto il nome di Florence in omaggio a Firenze, sua città natale, in cui venne alla luce il 12 Maggio del 1820.

La famiglia di Florence Nightingale

La sorella maggiore, Parthenope, nacque anche lei in Italia, a Napoli, ed ebbe anch’ella l’onore del nome della città natale. Il padre, William fu un noto studioso di epidemiologia e la madre Frances, detta Fanny, una cattolica dai ferrei principi. La famiglia apparteneva all’alta borghesia britannica con solide possibilità economiche e vaste proprietà terriere. Le bambine vennero istruite in casa, secondo l’uso del tempo, soprattutto dal padre William con cui la piccola Florence, detta Flo, ebbe sempre un rapporto privilegiato.

La biografia di Florence Nightingale con la sua vocazione

Nel 1845, nonostante la netta opposizione da parte della famiglia, e soprattutto della madre, Flo annunciò di volersi dedicare alla cura delle persone malate ed indigenti poiché ispirata da quella che lei definiva “una chiamata divina”. Per il timore che il matrimonio interferisse con la sua vocazione, nel ’51 rifiutò la pluriennale corte di Sir Richard Monckton Milnes, politico, poeta e poi Lord. A quell’epoca la professione di infermiera non era ben considerata, anzi, veniva paragonata a quella di vivandiera, di bassa reputazione e spesso sbeffeggiata.
Florence si appassionò alla lettura dei “libri azzurri”, i primi rapporti sulla salute pubblica, pubblicati in Inghilterra nella prima metà dell’Ottocento e, intravedendo le enormi carenze nella professione infermieristica, divenne la principale propagandista per un miglioramento nel sistema di cura negli ambulatori.
Nel 1850 intraprese un breve viaggio in Germania, a Düsseldorf dove, visitando un ospedale, rimase molto colpita dall’elevata qualità delle cure mediche fornite e ne pubblicò, in forma anonima, un dettagliato rapporto. Nel 1853 la Nightingale fu nominata sovrintendente all’Institute for The Care of Sick Gentlewoman di Londra ma, l’anno successivo, a causa delle terribili notizie che arrivavano dalla guerra in Crimea circa la condizione dei soldati feriti, partì alla volta del fronte con 38 infermiere volontarie al seguito.

L’opera di Flo nell’Ospedale

All’ospedale di Scutari, Florence scoprì che il personale medico era sovraccarico di lavoro, le medicine scarse, l’igiene trascurata ed i feriti mal curati. Dopo qualche resistenza da parte dei medici, le infermiere pulirono a fondo l’ospedale, gli strumenti e riorganizzarono l’assistenza. Flo studiò a fondo la situazione e, scrivendo pagine di rapporti e di relazioni, elaborò un’enorme serie di dati da cui riuscì a compilare delle statistiche fondamentali al miglioramento del lavoro paramedico. Da tali studi, ragionò e pose l’accento sull’importanza degli ambienti in cui venivano tenuti i malati: essi dovevano avere aria pulita, acqua pura, sistema fognario efficiente, pulizia e luce.
Durante la guerra di Crimea, Florence Nightingale ricevette il soprannome di “Lady with the lamp”, derivato da un articolo del Times che ne lodava l’abnegazione.
Colpita da Brucellosi, tornò in patria e si stabilì a Londra dove la biografia di Florence Nightingale incontrò un invito della regina Vittoria che la portò a partecipare alla costituzione della Royal Commission on the Health of the Army, di cui scrisse il rapporto finale di più di mille pagine e ricco di statistiche dettagliate.

Le tracce della biografia di Florence Nightingale che cambiò il sistema ospedaliero

Da quel momento molti ospedali, soprattutto militari, furono costruiti seguendo le sue indicazioni. Nel 1859 Florence, che dal padre aveva ricevuto un grosso vitalizio, con la somma di 45.000 sterline di sua proprietà, fondò la Nightingale Training School presso il St. Thomas Hospital di Londra, la prima scuola per infermiere professioniste. Questa era aperta al massimo a 15 allieve l’anno ed era caratterizzata da un forte zelo religioso, disciplina di tipo militare e, differentemente dall’università, da nozioni legate all’istituzione ospedaliera. Grazie ad alcune raccolte fondi, in pochi anni riuscì ad aprire a Londra altri tre ospedali.
Nel 1860 pubblicò il libretto “Notes on Nursing”, un vero e proprio vademecum per la professione di infermiere. Tale professione, nella seconda metà dell’800, aveva modificato il suo status divenendo un lavoro stimato e richiesto e dove le infermiere arrivarono ad occupare posizioni di rilievo nei principali ospedali di Londra.

L’importanza storica del lavoro di Flo

Grazie al suo lavoro, Flo divenne la prima donna membro della Royal Statistical Society.
Nei decenni successivi si dedicò all’osservazione critica e all’attività di consulenza per la sanità britannica. Sotto la sua guida venne introdotta la raccolta dei dati per ottenere statistiche e, in base a queste, migliorare gli interventi di tipo sanitario. Si occupò anche di assistenza sociale e contribuì alla nascita dei servizi sociali inglesi. Alla fine del secolo ricevette numerose onorificenze ma, confinata a letto dal 1896, morì nella sua stanza il 13 agosto 1910.

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